L’infortunio di Alcaraz spiana la strada del n. 1 a Sinner: dove può arrivare Jannik?
Il pomeriggio di questo martedì 19 maggio è stato scosso dalla notizia della rinuncia di Carlos Alcaraz anche alla parte di stagione sull’erba, dopo che il 7 volte campione Slam aveva già annunciato che non avrebbe preso parte a Roma e al Roland Garros. Lo spagnolo, due volte campione al Queen’s e a Wimbledon, ha espresso tutto il suo dispiacere per non poter partecipare a “due tornei davvero speciali per me e che mi mancheranno molto”, assicurando però che “continuerà a lavorare per tornare in campo quanto prima“. Mi recuperación va por buen camino y me siento mucho mejor, pero desgraciadamente aún no estoy listo para poder jugar y por eso tengo que renunciar a la gira de hierba en Queen’s y Wimbledon. Son dos torneos realmente especiales para mí y los echaré mucho de menos. Seguimos… pic.twitter.com/6IL0APkv5G— Carlos Alcaraz (@carlosalcaraz) May 19, 2026 Una notizia che indubbiamente fa molto male al mondo del tennis, che nel 2026 ha potuto godere di un nuovo capitolo della saga Sincaraz solamente in finale a Montecarlo, con l’azzurro a trionfare in due set e a riprendersi al contempo il n. 1 del mondo, che Carlitos gli aveva sottratto dopo l’ultimo US Open. L’assenza prolungata dal circuito avrà inevitabilmente anche conseguenze sul ranking per Alcaraz, che non potrà difendere i 500 punti del titolo al Queen’s e i 1300 della finale di Wimbledon ottenuti nel 2025, oltre chiaramente ai 2000 del Roland Garros. Lo spagnolo passerà quindi dagli attuali 11.960 a 8.160 punti post Wimbledon, con un margine comunque abbondante sul n. 3 di Zverev (oggi a 5.705 punti). Paradossalmente, Sinner potrebbe smettere di giocare da qui allo US Open e arrivare all’ultimo Slam dell’anno comunque da n. 1 del mondo. Realisticamente, è in ogni caso ragionevole pensare che la lotta per il primo posto nel ranking, nel 2026, sia finita qui. Se dovesse realizzare l’accoppiata Roland Garros-Wimbledon, per cui a oggi è strafavorito, Sinner salirebbe a 15.400 punti, 700 in più degli attuali 14.700. Il distacco con il secondo posto sarebbe a quel punto di 7.240 punti e per Alcaraz, considerate anche le vittorie a Cincinnati, allo US Open e a Tokyo, oltre alla finale alle ATP Finals, recuperare terreno nella seconda metà di stagione sarebbe pressoché impossibile. A livello di settimane da n. 1, Sinner è quindi certo di arrivare almeno a quota 88, pareggiando le 80 di Lleyton Hewitt il giorno dopo la finale di Wimbledon. Nel mirino di Jannik però ci sono già le 101 settimane di Agassi (che potrebbe toccare il 7 dicembre) e le 109 di Borg (eventualmente il 1° febbraio 2027), all’ottavo posto all-time per settimane in vetta alla classifica. Dopo le 170 di McEnroe si supera quota 200 (Nadal 209, Connors 268, Lendl 270, Sampras 286, Federer 310 e Djokovic 428), ma se ancora è presto per guardare in alto, la certezza è che più passerà il tempo e più ogni partita del roscio assumerà una connotazione storica. Alcaraz permettendo, che aspettiamo tutti di rivedere sul campo per altre sfide con Sinner da raccontare ai nipotini. ...